{"id":120087,"date":"2025-11-08T16:33:03","date_gmt":"2025-11-08T15:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=120087"},"modified":"2025-11-08T16:33:03","modified_gmt":"2025-11-08T15:33:03","slug":"addio-a-peppe-vessicchio-il-maestro-per-antonomasia-tra-sanremo-e-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=120087","title":{"rendered":"Addio a Peppe Vessicchio, il &#8216;Maestro&#8217; per antonomasia tra Sanremo e tv"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Se c&#039;\u00e8 una voce che rester\u00e0 nella memoria collettiva degli italiani, \u00e8 quella che annunciava: &quot;Dirige l&#039;orchestra il maestro Peppe Vessicchio&quot;. Bastava quella frase, un applauso, un cenno di bacchetta, e tutto sembrava al suo posto, l&#039;orchestra, il cantante, il pubblico. Il direttore d&#039;orchestra e arrangiatore Peppe Vessicchio \u00e8 morto all&#039;et\u00e0 di 69 anni all&#039;ospedale San Camillo di Roma. \u00a0&quot;E&#039; deceduto a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La famiglia chiede riserbo. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata&quot;, si legge nel bollettino ufficiale dell&#039;ospedale.\u00a0Con la sua scomparsa, l&#039;Italia perde non solo un musicista, ma anche una presenza gentile e rassicurante, capace di entrare nelle case degli italiani con discrezione e naturalezza. Peppe Vessicchio \u00e8 stato un vero simbolo popolare della televisione, consacrato in particolare dal Festival di Sanremo. La sua folta e curata barba e lo sguardo gentile lo rendevano immediatamente riconoscibile, segnando indelebilmente il suo iconico profilo sul palcoscenico e sul piccolo schermo.\u00a0Giuseppe &#039;Peppe&#039; Vessicchio era nato a Napoli il 17 marzo 1956. La sua storia comincia tra i vicoli dove la musica \u00e8 parte del respiro quotidiano. Diplomato in pianoforte, muove i primi passi come arrangiatore per artisti partenopei: Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Lina Sastri. Il suo talento per l&#039;arrangiamento, la misura, l&#039;equilibrio lo porta presto oltre il Golfo di Napoli. Negli anni Ottanta inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con Gino Paoli: da quell&#039;incontro nascono brani come &quot;Ti lascio una canzone&quot;, &quot;Cosa far\u00f2 da grande&quot; e &quot;Una lunga storia d&#039;amore&quot;, che diventeranno classici della canzone d&#039;autore.\u00a0Negli stessi anni milita brevemente nel gruppo comico-musicale I Trettr\u00e9, suonando chitarra e pianoforte. Ma quando il trio decide di virare verso il cabaret, Vessicchio sceglie la strada pi\u00f9 difficile: lascia il successo facile e si dedica completamente alla musica. &quot;Non volevo far ridere, volevo far vibrare&quot;, raccontava.\u00a0Il grande pubblico lo conosce dal 1990, quando appare per la prima volta al Festival di Sanremo. Da allora diventa presenza fissa sul palco dell&#039;Ariston, il volto pi\u00f9 riconoscibile tra i direttori d&#039;orchestra. Con il passare degli anni, il suo nome diventa un&#039;istituzione, una garanzia di eleganza e sensibilit\u00e0 musicale. Nel 1994, 1997 e 1998 riceve il premio come miglior arrangiatore, nel 2000 la giuria presieduta da Luciano Pavarotti gli assegna un riconoscimento speciale.\u00a0<br \/>\nQuattro volte vincitore del Festival come direttore d&#039;orchestra &#8211; con &quot;Sentimento&quot; degli Avion Travel (2000), &quot;Per dire di no&quot; di Alexia (2003), &quot;Per tutte le volte&quot; che di Valerio Scanu (2010) e &quot;Chiamami ancora amore&quot; di Roberto Vecchioni (2011) &#8211; Vessicchio ha diretto sul palco sanremese anche Mia Martini, Mango, Elio e le Storie Tese, Le Vibrazioni, Gianluca Grignani, Arisa, e molti altri. Negli ultimi anni il suo ritorno all&#039;Ariston era accolto da vere e proprie ovazioni: un fenomeno affettivo, prima ancora che musicale.\u00a0Ma Peppe Vessicchio non era solo il &quot;Maestro di Sanremo&quot;. \u00c8 stato autore, compositore, arrangiatore e insegnante, una figura di mediazione tra la musica colta e quella popolare. Dal 2001 al 2012 &#8211; e poi ancora dal 2018 al 2022 &#8211; \u00e8 stato docente e direttore d&#039;orchestra nel talent show &quot;Amici&quot; di Maria De Filippi. \u00c8 l\u00ec che, con tono pacato e ironico, ha educato milioni di giovani spettatori alla disciplina e al rispetto della musica. &quot;Ogni persona \u00e8 come una corda e possiede una capacit\u00e0 di vibrazione &#8211; diceva -. Quando incrociamo le nostre vere passioni, iniziamo a suonare davvero&quot;. Il suo approccio era sempre umano, mai accademico: per lui l&#039;educazione musicale coincideva con la ricerca dell&#039;equilibrio interiore.\u00a0Vessicchio parlava spesso dell&#039;&quot;armonia naturale&quot; come chiave di lettura del mondo. L&#039;armonia, diceva, \u00e8 &quot;l&#039;ottimale condizione degli elementi di un insieme&quot;: non solo in musica, ma nella vita. Credeva che la bellezza fosse una proporzione, una vibrazione giusta, un equilibrio sottile tra il suono e il silenzio. &quot;Il silenzio \u00e8 il tessuto in cui il suono si intrufola&quot;, amava ripetere. Era un&#039;estetica ma anche un&#039;etica: il rispetto dei tempi, dell&#039;ascolto, del lavoro degli altri. &quot;Bisogna trovare la propria velocit\u00e0&quot;, spiegava, &quot;una velocit\u00e0 che sia la tua, non quella del mercato&quot;.\u00a0Nel 2024 l&#039;Orchestra del Teatro alla Scala ha eseguito una sua composizione da camera, &quot;Tarantina&quot;: un riconoscimento simbolico per un artista che, pur provenendo dalla musica leggera, aveva sempre cercato il dialogo con la musica colta. &quot;Sentire la mia musica alla Scala \u00e8 stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio&quot;, raccontava con la sua consueta modestia.\u00a0Negli ultimi anni Vessicchio aveva coltivato un&#039;altra passione: il vino. Con l&#039;imprenditore Riccardo Iacobone aveva fondato in Abruzzo Musik\u00e8 Vini, una cantina in cui i vini venivano affinati al suono di frequenze armoniche naturali. Un esperimento di musicoterapia enologica, che univa la scienza all\u2019intuizione. &quot;Dentro un calice di brandy &#8211; diceva &#8211; c&#039;\u00e8 il bilanciamento tra l&#039;operato umano e la bont\u00e0 della natura. \u00c8 la stessa armonia che cerco in musica&quot;. I fondi raccolti dalle vendite servivano a finanziare borse di studio per giovani musicisti dell&#039;Accademia Peparini, con l&#039;obiettivo di portare la musica &quot;nei luoghi degli ultimi, dove nessuno pu\u00f2 ascoltarla&quot;.\u00a0Napoletano d&#039;animo, ma cittadino del mondo, Vessicchio ha diretto orchestre a Mosca, Citt\u00e0 del Messico, Milano, Firenze, Parigi. Era socio dell&#039;associazione Trenta Ore per la Vita, per la quale ha curato gala e concerti benefici. Dal 2017 faceva parte della commissione selezionatrice dello Zecchino d\u2019Oro, di cui era anche direttore artistico. Nel 2025 era tornato in televisione come giurato al Festival di Castrocaro e ospite di Lip Sync Battle, dimostrando ancora una volta la sua ironia e la sua voglia di mettersi in gioco.\u00a0&quot;Dirigere l\u2019orchestra \u00e8 una frase che mi insegue &#8211; confidava &#8211; ma in realt\u00e0 io non volevo dirigere: volevo scrivere, unire, cercare l&#039;armonia&quot;. Forse \u00e8 questo il segreto del suo successo: la capacit\u00e0 di essere popolare senza essere mai superficiale, di parlare a tutti senza abbassare il tono. Amava citare Vin\u00edcius de Moraes: &quot;La vita \u00e8 l&#039;arte dell&#039;incontro&quot;. E tutta la sua esistenza \u00e8 stata un incontro continuo tra mondi, suoni, persone, idee. (di Paolo Martini)\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Se c&#039;\u00e8 una voce che rester\u00e0 nella memoria collettiva degli italiani, \u00e8 quella che annunciava: &quot;Dirige l&#039;orchestra il maestro Peppe Vessicchio&quot;. 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