{"id":116885,"date":"2025-10-21T16:37:00","date_gmt":"2025-10-21T14:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=116885"},"modified":"2025-10-21T16:37:00","modified_gmt":"2025-10-21T14:37:00","slug":"farmaceutica-carugi-farmindustria-plasmaderivati-materia-prima-critica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=116885","title":{"rendered":"Farmaceutica, Carugi (Farmindustria): &#8220;Plasmaderivati materia prima critica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ottenere i plasmaderivati richiede &quot;un processo industriale lungo e complesso. Sono farmaci critici, fragili, proprio perch\u00e9 dipendono da una materia prima &#8211; il plasma &#8211; che pu\u00f2 andare incontro a periodi di carenza&quot;. Anche per questo motivo &quot;sono stati inseriti dalla Commissione europea nel 2025 nella lista delle &#039;medicine critiche&#039;, allo scopo di garantire il loro approvvigionamento ai pazienti affetti da malattie rare. Durante il Covid la donazione di plasma a livello internazionale \u00e8 crollata. In Italia la raccolta ha retto abbastanza bene, ma solo nel 2023 si \u00e8 tornati ai livelli pre-pandemici, con oltre 86 milioni di chili raccolti a livello globale&quot;. Lo ha detto Francesco Carugi, presidente Gruppo Emoderivati Farmindustria, partecipando al digital talk promosso da Adnkronos sulla disponibilit\u00e0 di plasma in Italia, materia prima preziosa, riconosciuta &quot;critica&quot; dall&#039;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 perch\u00e9 &quot;non \u00e8 sintetizzabile in laboratorio, ma deriva dalla donazione volontaria. L&#039;Oms &#8211; precisa Carugi &#8211; considera materia prima critica persino l&#039;acqua e credo che, cos\u00ec come non \u00e8 immaginabile un mondo senza acqua, non sia immaginabile un mondo senza plasma&quot;. \u00a0&quot;Il settore dei plasmaderivati in Italia \u00e8 strategico &#8211; spiega Carugi &#8211; Ha un valore di produzione di circa 350 milioni di euro. Vi operano 4 aziende costantemente e stabilmente sul territorio nazionale, con importanti investimenti sia nella parte industriale, sia nella ricerca e sviluppo, ma anche in ambito occupazionale. Parliamo di circa 1.700 addetti e di un forte impegno nella ricerca: a livello globale ci sono circa 20 nuovi farmaci in sviluppo&quot;. Le aziende del settore &quot;operano su due canali, quello del plasma nazionale per l&#039;autosufficienza e quello del plasma estero per integrare la domanda. Il sistema misto, se bilanciato e regolamentato, \u00e8 un buon modello. A breve sar\u00e0 disponibile uno studio di farmacoeconomia che aiuter\u00e0 a ottimizzare il sistema&quot;. \u00a0Intanto per\u00f2 resta da affrontare il nodo del payback &#8211; il meccanismo di compensazione che obbliga le aziende a rimborsare parte della spesa pubblica se vengono superati i tetti di spesa stabiliti per i farmaci &#8211; diventato &quot;insostenibile per i plasmaderivati. Come Farmindustria chiediamo da tempo la loro esclusione dai tetti di spesa, a parit\u00e0 di risorse allocate&quot;, sottolinea Carugi. &quot;Molti anni fa &#8211; ricorda &#8211; erano esclusi dal payback, ma per vicende legate ai bilanci dei governi successivi sono stati reinseriti. Sostanzialmente &#8211; chiarisce &#8211; chiediamo che il sistema plasma venga messo in sicurezza e che venga rimossa questa barriera, che oggi limita le allocazioni dei plasmaderivati in Italia e genera competizione tra i Paesi europei per la distribuzione del plasma. Con queste decisioni &#8211; conclude &#8211; sar\u00e0 pi\u00f9 facile garantire terapie salvavita ai pazienti affetti da malattie rare e dare maggiore stabilit\u00e0&quot; a tutta la filiera.\u00a0<br \/>\n&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ottenere i plasmaderivati richiede &quot;un processo industriale lungo e complesso. 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