{"id":108657,"date":"2025-08-18T13:29:01","date_gmt":"2025-08-18T11:29:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=108657"},"modified":"2025-08-18T13:29:01","modified_gmt":"2025-08-18T11:29:01","slug":"baudo-fiorello-pippo-e-sempre-un-po-di-piu-chi-insegnera-a-fare-la-tv-adesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=108657","title":{"rendered":"Baudo, Fiorello: &#8220;Pippo \u00e8 sempre un po&#8217; di pi\u00f9. Chi insegner\u00e0 a fare la tv, adesso?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un ricordo che parte dalle radici comuni e arriva a una profonda riflessione sul futuro della televisione. Fiorello, con la voce rotta dall&#039;emozione, regala un omaggio a Pippo Baudo uscendo dalla camera ardente allestita al Teatro delle Vittorie.\u00a0<br \/>\nIl legame tra i due, prima di tutto, era un legame di terra. &quot;Per noi siciliani \u00e8 stato sempre un vanto, un orgoglio, anche quando non lo conoscevo, da ragazzo&quot;, racconta Fiorello. &quot;Sapere di essere siciliani come Pippo Baudo ci riempiva il cuore. Lo seguivamo pi\u00f9 degli altri, conduceva persino il festival della canzone siciliana su Antenna Sicilia, che da noi faceva il 100% di share&quot;.\u00a0Un legame che si era consolidato in un rapporto privato, fatto di un codice scherzoso e complice: &quot;Quando lo chiamavo, non era mai &#039;ciao Pippo, come stai?&#039;, ma esordivo con una frase siciliana molto forte. E dall&#039;altra parte ricevevo una risposta altrettanto forte, e ridevamo di gusto. Non dobbiamo mai dimenticare le nostre radici. Questo era il nostro rapporto&quot;.\u00a0<br \/>\nQuando gli si chiede chi fosse Baudo, Fiorello fatica a trovare le parole, perch\u00e9 nessuna sembra abbastanza. &quot;Tutto quello che \u00e8 stato detto in questi giorni \u00e8 vero, ma Pippo \u00e8 sempre un po&#039; di pi\u00f9. Non \u00e8 un semplice conduttore, direttore artistico, tredici Sanremo, pagine di televisione scritte. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9. Non ho un aggettivo per dire cosa rappresenti per la televisione italiana, soprattutto per la Rai&quot;.\u00a0\u201cLa Rai gli deve moltissimo\u201d, dice Fiorello e aggiunge: \u201cDovrebbe sostituire il cavallo di Viale Mazzini con una statua di Pippo Baudo. Perch\u00e9 lui ha tracciato un solco enorme dove tutti noi abbiamo imparato, ci ha insegnato senza voler insegnare, solo guardandolo&quot;.\u00a0<br \/>\nIl ricordo di Baudo si trasforma in una riflessione sulla televisione moderna. &quot;Ieri sera, guardando i suoi programmi, mi ero quasi dimenticato di come si facesse la televisione. Oggi siamo presi da una frenesia, una velocit\u00e0 talmente potente. Io per primo mi sono inventato un programma di 27 minuti con gag da 30 secondi&quot;.\u00a0\u201cGuardando i suoi show mi sono detto: &#039;Ma dove stiamo andando? Questa \u00e8 la televisione&#039;. Un pezzo musicale con Zarrillo, Mia Martini e Giorgia che durava 10 minuti, oggi non lo puoi fare pi\u00f9. Un monologo di 15 minuti, neanche. Una sigla di 5 minuti ti direbbero che sei pazzo. Invece io mi sono goduto quelle pause stupende, quei racconti. Abbiamo perso di vista la grandissima televisione di cui Pippo \u00e8 stato l&#039;artefice numero uno&quot;, commenta lo showman visibilmente emozionato.\u00a0<br \/>\nFiorello rifiuta con umilt\u00e0 l&#039;etichetta di erede (&quot;Non io, non io&quot;), ma identifica con precisione il lascito pi\u00f9 importante di Baudo: l&#039;aver inserito il &quot;fattore umano&quot; nella televisione perfetta e ingessata di un tempo.\u00a0&quot;Baudo ha unito alla perfezione del grande variet\u00e0 in bianco e nero, fatto di balletti provati allo sfinimento, il fattore umano. L&#039;imprevisto, l&#039;umanit\u00e0. Speriamo di non perdere questo, di non dimenticare quello che ci ha lasciato\u201d, conclude.\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un ricordo che parte dalle radici comuni e arriva a una profonda riflessione sul futuro della televisione. 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