{"id":108507,"date":"2025-08-17T00:25:00","date_gmt":"2025-08-16T22:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=108507"},"modified":"2025-08-17T00:25:00","modified_gmt":"2025-08-16T22:25:00","slug":"addio-a-pippo-baudo-re-della-televisione-italiana-aveva-89-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=108507","title":{"rendered":"Addio a Pippo Baudo, re della televisione italiana: aveva 89 anni"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C&#039;erano una volta i grandi presentatori. E poi c&#039;era lui: Pippo Baudo. Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo per l&#039;anagrafe, &quot;Superpippo&quot; per gli amici, il pubblico e la leggenda. \u00c8 morto a Roma all&#039;et\u00e0 di 89 anni, dopo una carriera ineguagliabile lunga oltre sessant&#039;anni e una vita vissuta con la passione inestinguibile dell&#039;uomo di spettacolo totale. Baudo non \u00e8 stato solo un conduttore: \u00e8 stato una istituzione popolare, una colonna portante della cultura televisiva italiana del secondo Novecento e del nuovo millennio. Pi\u00f9 che un protagonista, \u00e8 stato un demiurgo, uno di quelli che la televisione l&#039;ha modellata, plasmata, inventata, e &#8211; non di rado &#8211; salvata.\u00a0Tra i quattro &quot;moschettieri&quot; della Tv \u2013 Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e lui \u2013 \u00e8 stato l&#039;ultimo a lasciare la scena, il pi\u00f9 longevo non solo anagraficamente ma anche artisticamente, colui che ha saputo reinventarsi pi\u00f9 volte, attraversando le epoche, resistendo al tempo e al costume, conservando sempre il suo stile inconfondibile fatto di autorevolezza e ironia, di garbo e determinazione, di controllo assoluto del palco e della diretta, anche quando l\u2019imprevisto bussava alla porta. Pippo Baudo non era mai fuori posto. Sembrava nato per la diretta.\u00a0Nato il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania, terra aspra e teatrale, lo stesso anno in cui moriva Luigi Pirandello, Baudo sembrava da subito predestinato all&#039;arte della scena. Figlio di un avvocato, si laurea in giurisprudenza a Catania (una tesi discussa all\u2019alba, dopo aver presentato un concorso di bellezza la sera prima), ma \u00e8 evidente sin dagli anni del liceo che il diritto \u00e8 una maschera, non un destino. Il teatro \u00e8 il suo primo amore, il pianoforte il suo primo strumento, la parola il suo mestiere. \u00a0Nella Sicilia del dopoguerra, Baudo cresce tra studi classici, commedie scolastiche e CineTeatri di provincia, e comincia ad affacciarsi sul mondo dello spettacolo come pianista e presentatore improvvisato. L&#039;incontro con Tuccio Musumeci, suo primo compagno d\u2019arte, lo avvia a una carriera che avrebbe potuto portarlo ovunque: poteva essere un ottimo avvocato, un raffinato musicista o un brillante attore, ma ha scelto di essere il narratore della domenica italiana, il cerimoniere dei sabato sera in famiglia.\u00a0Il primo miracolo arriva nel 1966. Il telefilm &quot;Rin Tin Tin&quot; non arriva in tempo negli studi Rai. Per tappare il buco mandano in onda una trasmissione giudicata &quot;intrasmissibile&quot;, il pilot di un certo &quot;Settevoci&quot;. \u00c8 un trionfo. Pippo Baudo entra nell\u2019immaginario collettivo. Da l\u00ec in poi \u00e8 un crescendo rossiniano: \u201cEccetera eccetera\u201d, \u201cCanzonissima\u201d, \u201cFantastico\u201d, \u201cDomenica In\u201d, \u201cSerata d\u2019onore\u201d \u2013 il palinsesto della Rai \u00e8 una costellazione di titoli baudiani, e viceversa. Conduce 13 Festival di Sanremo \u2013 record assoluto \u2013 portando sul palco dell\u2019Ariston cantanti, attori, comici, polemiche, lacrime e cachet d\u2019oro. Dirige, scopre, inventa, rilancia. Dove mette mano, Baudo fa scuola.\u00a0\u00c8 anche un eccezionale talent scout: a lui devono le prime luci della ribalta personaggi come Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Laura Pausini, Giorgia, Michelle Hunziker, Barbara D\u2019Urso, ma anche Beppe Grillo, Nino Frassica, Manlio Dov\u00ec, Fioretta Mari, Sabrina Ferilli. Perfino le sue gaffes, come lo storico scarto di un giovane Fiorello a un provino, sono diventate parte del folclore nazionale.\u00a0Non c\u2019\u00e8 genere televisivo che Baudo non abbia affrontato: variet\u00e0, talent, quiz, talk, retrospettive, documentari, show commemorativi, perfino trasmissioni educative o di divulgazione storica come \u201cNovecento\u201d o \u201cCentocinquanta\u201d. Ogni volta con il suo inconfondibile timbro: professionismo rigoroso, ironia sottile, eleganza empatica, capacit\u00e0 di ascolto, talento per il ritmo narrativo.\u00a0Anche nei momenti pi\u00f9 difficili \u2013 dal flop del passaggio a Mediaset negli anni &#039;80 al caso giudiziario delle telepromozioni negli anni &#039;90 \u2013 Baudo ha sempre saputo risorgere. Con tenacia e con una qualit\u00e0 rara nel mondo dello spettacolo: la credibilit\u00e0. Mai sfiorato da gossip velenosi, sempre presente nei momenti-chiave della televisione italiana, Baudo ha incarnato per decenni l\u2019idea stessa di una Tv che sa intrattenere senza umiliare, che diverte ma non svilisce.\u00a0Dietro il volto istituzionale e imperscrutabile, Pippo Baudo \u00e8 stato anche un uomo appassionato, generoso, ironico, pieno di vita. Non ha mai nascosto il suo carattere forte, a volte spigoloso, capace di litigi clamorosi (celebre quello con Bruno Vespa durante &quot;Centocinquanta&quot;) ma anche di grandi riconciliazioni e gesti di affetto sinceri. Sentimentalmente generoso, ha avuto cinque relazioni importanti (Mirella Adinolfi, Angela Lippi, Alida Chelli, Adriana Russo e Katia Ricciarelli), due figli, tre nipoti e un pronipote.\u00a0Amava la sua Sicilia in modo viscerale e ne \u00e8 sempre stato ambasciatore instancabile, mai caricaturale, ma fiero e nobile, come quella parte dell\u2019isola barocca e colta che fu sua culla e che lo ha sempre accompagnato nel cuore, ovunque fosse.\u00a0Celebre la sua imitazione firmata da Gigi Sabani: &quot;L\u2019ho inventata io!&quot; diceva. E in fondo non era una battuta. Pippo Baudo ha davvero inventato un pezzo di televisione italiana, e con essa ha contribuito a raccontare e costruire il carattere di un Paese, i suoi sogni, i suoi riti, le sue consuetudini domestiche. Le sue trasmissioni hanno accompagnato generazioni intere, tra una tombola di Natale, una serata d\u2019estate, un fine settimana in famiglia.\u00a0Ma se oggi la tv sembra un mezzo stanco, incapace di rinnovarsi, privo di certezze, \u00e8 anche perch\u00e9 un personaggio come Pippo Baudo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. E forse non ci sar\u00e0 mai pi\u00f9. Perch\u00e9 Baudo non era solo un volto: era un metodo, uno stile, una visione, un uomo capace di attraversare la storia con un microfono in mano e il rispetto per il pubblico come regola aurea.\u00a0Negli ultimi anni, Pippo Baudo si era fatto vedere sempre meno. Qualche collegamento video, un\u2019apparizione a sorpresa, un messaggio di auguri. Aveva smesso di tingersi i capelli, ma non aveva perso lo sguardo vivo n\u00e9 la battuta pronta. Se n\u2019\u00e8 andato in silenzio, a 89 anni, con la stessa eleganza con cui ha vissuto. Il pubblico, oggi, \u00e8 orfano di un padre televisivo. Di un maestro. Di un pezzo di casa. Il suo sipario si \u00e8 chiuso. Ma il suo spettacolo, quello, resta. E rester\u00e0 per sempre. (di Paolo Martini)\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; C&#039;erano una volta i grandi presentatori. E poi c&#039;era lui: Pippo Baudo. 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