{"id":107099,"date":"2025-08-06T12:23:00","date_gmt":"2025-08-06T10:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=107099"},"modified":"2025-08-06T12:23:00","modified_gmt":"2025-08-06T10:23:00","slug":"morto-a-gressoney-il-giurista-vladimiro-zagrebelsky-aveva-85-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=107099","title":{"rendered":"Morto a Gressoney il giurista Vladimiro Zagrebelsky, aveva 85 anni"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u00c8 morto il giurista, magistrato ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo dell&#039;uomo dal 2001 al 2010 Vladimiro Zagrebelsky. Aveva 85 anni. Figura centrale del diritto italiano ed europeo dell&#039;ultimo mezzo secolo,  Zagrebelsky si \u00e8 spento marted\u00ec 5 agosto scorso, nella sua casa di vacanze a Gressoney-La-Trinit\u00e9, in Valle d&#039;Aosta. Con lui se ne va una voce lucida e coerente, capace di coniugare rigore tecnico e profondo impegno civile, sempre animata da una visione costituzionale della giustizia e da una cultura giuridica aperta all&#039;Europa e al mondo.\u00a0Nato a Torino il 25 marzo 1940, Vladimiro Zagrebelsky era il fratello maggiore di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale. Entrambi cresciuti in una famiglia di origini russe, approdata in Italia nei primi decenni del Novecento, hanno rappresentato due pilastri del pensiero giuridico italiano, capaci di confrontarsi con la complessit\u00e0 del mondo contemporaneo partendo da una profonda fede nei valori costituzionali.\u00a0Dopo la laurea in Giurisprudenza all\u2019Universit\u00e0 di Torino nel 1963, Vladimiro intraprese la carriera giudiziaria, nella quale ha lasciato un&#039;impronta indelebile. Entr\u00f2 in magistratura nel 1965, esercitando a lungo a Torino sia come giudice che come pubblico ministero. Fu presidente della Corte d&#039;Assise (1987-1990) e procuratore della Repubblica presso la Pretura torinese (1991-1994). Dalle aule giudiziarie pass\u00f2 poi alle stanze dell&#039;autogoverno della magistratura, eletto due volte al Consiglio Superiore della Magistratura (1981-1985 e 1994-1998), dove si distinse per equilibrio, indipendenza e competenza.\u00a0Negli anni successivi Vladimiro Zagrebelsky fu chiamato a dirigere l\u2019Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia e la Direzione generale dell&#039;organizzazione giudiziaria (1998\u20132001), incarichi che interpret\u00f2 con la sobriet\u00e0 e la seriet\u00e0 che gli erano proprie, contribuendo all&#039;attuazione della riforma del codice di procedura penale.\u00a0La svolta internazionale arriv\u00f2 nel 2001, quando fu eletto dall&#039;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#039;Europa come giudice della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo. Rimase alla Corte di Strasburgo fino al 2010, svolgendo un ruolo determinante nello sviluppo della giurisprudenza europea in anni di profonda trasformazione. Le sue sentenze e opinioni separate, sempre argomentate con eleganza e fermezza, hanno segnato alcuni dei passaggi pi\u00f9 delicati nell&#039;evoluzione del sistema europeo di protezione dei diritti fondamentali. Particolarmente attento ai cosiddetti &quot;casi strutturali&quot;, si \u00e8 battuto per una giurisprudenza capace di incidere concretamente sugli ordinamenti nazionali, rifiutando ogni forma di giustizia simbolica. Fu un giudice &quot;europeo&quot; nel senso pi\u00f9 pieno del termine, profondamente legato al testo della Convenzione europea dei diritti dell&#039;uomo, ma ancor pi\u00f9 ai suoi valori fondativi: dignit\u00e0, libert\u00e0, uguaglianza, giustizia.\u00a0Terminato il mandato a Strasburgo, Zagrebelsky non si ritir\u00f2 mai dalla scena culturale. Dal 2010 al 2024 diresse il Laboratorio dei Diritti Fondamentali di Torino, da lui fondato presso il Collegio Carlo Alberto: un centro di ricerca innovativo, capace di connettere riflessione accademica, dibattito pubblico e formazione. Dal 2010 fu anche editorialista per il quotidiano &quot;La Stampa&quot;, firmando interventi densi e rigorosi, mai autoreferenziali, su temi di giustizia, costituzione e diritti. I suoi articoli &#8211; sempre misurati, mai gridati &#8211; rappresentavano un punto di riferimento per lettori e studiosi, specie nei momenti di tensione istituzionale o di conflitto tra poteri dello Stato. Nel 2010 fu insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell&#039;Ordine al merito della Repubblica italiana, il massimo riconoscimento civile dello Stato, a coronamento di una carriera esemplare.\u00a0<br \/>\nStudioso instancabile, autore di una produzione scientifica vastissima, Vladimiro Zagrebelsky ha scritto su diritto penale, magistratura, processo, giustizia europea. Tra le sue opere figurano &quot;Reato continuato&quot; (Giuffr\u00e9, 1970 e 1976); &quot;Lesioni e percosse&quot; (1980); &quot;Diritti dell&#039;Uomo e Libert\u00e0 Fondamentali&quot; (con M. de Salvia, Giuffr\u00e9, 2006\u20132008); Manuale dei diritti fondamentali in Europa (con R. Chenal e L. Tomasi, Il Mulino, 2016\u20132022); &quot;Commentario breve alla Convenzione europea dei diritti dell&#039;uomo&quot; (Cedam, 2012)\u00a0<br \/>\nNumerose le sue collaborazioni con riviste giuridiche italiane e internazionali. Molti dei suoi contributi hanno affrontato i nodi centrali del diritto contemporaneo: l&#039;indipendenza della magistratura, l&#039;obbligatoriet\u00e0 dell&#039;azione penale, il ruolo della Corte europea dei diritti dell&#039;uomo, l&#039;evoluzione del principio di legalit\u00e0 in chiave sovranazionale. (di Paolo Martini)\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u00c8 morto il giurista, magistrato ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo dell&#039;uomo dal 2001 al 2010 Vladimiro Zagrebelsky. Aveva 85 anni. 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