{"id":106176,"date":"2025-07-30T18:45:11","date_gmt":"2025-07-30T16:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=106176"},"modified":"2025-07-30T18:45:11","modified_gmt":"2025-07-30T16:45:11","slug":"david-puente-e-lirrealta-aumentata-lai-ha-cambiato-in-peggio-la-lotta-contro-le-fake-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=106176","title":{"rendered":"David Puente e l&#8217;irrealt\u00e0 aumentata. &#8220;L\u2019AI ha cambiato (in peggio) la lotta contro le fake news&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il panorama della disinformazione. David Puente, vicedirettore e responsabile del progetto fact-checking del giornale online \u201cOpen\u201d, osserva con l\u2019Adnkronos che oggi deve confrontarsi con un nemico molto pi\u00f9 potente, rapido e, spesso, invisibile.\u00a0&quot;La vera difficolt\u00e0 \u00e8 che con l\u2019AI si possono creare contenuti difficili da tracciare\u201d, spiega. \u201cLe immagini generate artificialmente non hanno una fonte primaria riconoscibile, rendendo quasi impossibile risalire al &#039;paziente zero&#039;&quot;. Se in passato si poteva smascherare una bufala tornando all\u2019origine di una foto o di un video, ora i contenuti sono sintetici, e spesso sono gi\u00e0 virali quando scatta l\u2019allarme sulla loro veridicit\u00e0.\u00a0Le guerre a Gaza e in Ucraina sono il campo di battaglia perfetto per mistificatori e propagandisti: \u201cMa una cosa \u00e8 quando Chef Rubio ha fatto circolare immagini di bambini uccisi in Siria spacciandoli per palestinesi, o quando Mosca diffonde video in cui si vedrebbero bandiere russe sventolare dai palazzi di Odessa, ma in realt\u00e0 sono stati girati a Chabarovsk, nell\u2019Estremo Oriente russo. Altra cosa \u00e8 dover combattere con immagini generate dal nulla\u201d.\u00a0Certo, in alcuni dei video fatti con l\u2019AI le persone hanno sei dita, o si accartocciano quando escono dal centro della scena, o hanno sui vestiti scritte e numeri inventati. \u201cMa la qualit\u00e0 migliora ogni settimana, e quasi tutti guardano i filmati dal telefono su piccoli schermi e senza notare dettagli su cui si sofferma chi cerca l\u2019autenticit\u00e0\u201d, aggiunge Puente, che non vede una soluzione neanche nelle (vagheggiate) norme che dovrebbero imporre i watermark, gli \u2018stampi\u2019 sulle immagini, per certificarne l\u2019origine sintetica: \u201cQuei bollini possono essere coperti, sfocati, ritagliati. E neanche i metadati sono una garanzia: un video creato con Sora di OpenAI o Veo di Google ha delle \u2018tracce\u2019 per risalire alla sua origine, ma se quel video viene salvato nuovamente registrando lo schermo, si perde ogni tracciabilit\u00e0\u201d. \u00a0La fondazione creata dal defunto Yevgeny Prigozhin, capo della Wagner, ha diffuso falsi dossier contro l\u2019Ucraina, in cui si sosteneva che Kiev stesse selezionando geneticamente soldati per creare nuove generazioni di forze armate da schierare contro i russi. \u201cUna bufala totale, ma il video originale, girato da un ginecologo che filmava le sue pazienti, aveva un watermark, poi coperto. Era stato anche tagliato per cambiare le proporzioni del filmato, cosa che rende ancora pi\u00f9 complesso risalire alla fonte\u201d.\u00a0C\u2019\u00e8 lo strumento delle Community Notes, adottate gi\u00e0 da X e ora da Facebook e Instagram, con cui chiunque, registrandosi con determinate credenziali, pu\u00f2 segnalare contenuti e contribuire alla moderazione collettiva. &quot;Il problema \u2013 racconta Puente \u2013 \u00e8 che a volte la nota viene presa per buona anche prima di essere votata dagli utenti registrati. Si innesca un effetto domino: se conferma ci\u00f2 in cui la gente gi\u00e0 crede, viene subito considerata vera, anche se \u00e8 sbagliata&quot;. E cos\u00ec un piccolo esercito di sedicenti debunker finisce per alimentare la confusione. \u00a0Un recente caso riguarda una foto che secondo Grok (il chatbot di Elon Musk) era di una bambina yazida in Siria nel 2014, quando in realt\u00e0 era un\u2019immagine recente da Gaza. L\u2019errore non solo \u00e8 diventato virale, ha creato un testacoda: la manipolazione sta nella smentita e non nel contenuto originale.  \u00a0La facilit\u00e0 con cui oggi si possono generare foto e video realistici ha alzato l\u2019asticella. &quot;Non \u00e8 solo la qualit\u00e0 dell\u2019immagine \u2013 osserva Puente \u2013 ma il fatto che non esistano riferimenti nel passato: se una foto AI rappresenta un bambino ferito, ma quel bambino non esiste, come fai a verificarla?&quot; A questo si aggiunge la difficolt\u00e0 tecnica: gli strumenti disponibili online per scoprire contenuti generati artificialmente, spesso, danno risultati fallaci. &quot;Una mia foto del 2006 scannerizzata \u00e8 stata identificata al 100% come creata con l\u2019AI. Lo stesso per la figurina di Baggio ai Mondiali del \u201994!&quot;. E\u2019 un problema di pixel, di sfondi sfocati e dunque poco credibili, ma principalmente di macchine prodigiose che hanno ancora molti limiti. \u00a0Il dilemma non risparmia neanche le fonti tradizionalmente pi\u00f9 affidabili. &quot;Ci sono stati casi in cui agenzie fotografiche hanno diffuso materiale errato. Un video attribuito a bombardamenti in Pakistan, in realt\u00e0 girato in Palestina, \u00e8 finito sui telegiornali&quot;. Altro esempio: \u201cDopo il 7 ottobre mi sono arrivate da pi\u00f9 persone in Medio Oriente le immagini di una fossa comune. Secondo loro era l\u2019esercito israeliano che ci riversava cadaveri palestinesi. Invece risaliva al conflitto siriano. Immagina cosa sarebbe successo se fosse stata accreditata in quel modo. La verit\u00e0 \u00e8 che in certi casi bisogna avere il coraggio di arrivare secondi, fermarsi un attimo, fare altre verifiche. Cosa che spesso non piace alle testate che devono stare sempre sul pezzo\u201d.\u00a0Uno degli aspetti pi\u00f9 pericolosi dell\u2019AI applicata all\u2019informazione \u00e8 l\u2019illusione di imparzialit\u00e0. &quot;Un\u2019AI allenata in Russia cosa dir\u00e0 sugli ucraini? Che Zelensky \u00e8 un cocainomane e i soldati sono tutti nazisti\u201d. Bias culturali e politici sono trasmessi agli algoritmi, con i chatbot che creano contenuti apparentemente neutri ma in realt\u00e0 profondamente orientati. &quot;A me una volta mi danno del pro-pal e il minuto dopo del filosionista. Ma anche i fact-checker sono umani, fanno errori, e purtroppo vengono etichettati a seconda delle convenienze del momento&quot;.\u00a0Nonostante le difficolt\u00e0, il lavoro dei fact-checker resta centrale. &quot;Siamo sempre di pi\u00f9, anche se in un mondo ideale il nostro mestiere non esisterebbe. Ci siamo strutturati in network internazionali, collaboriamo tra colleghi. Ci aiutiamo a vicenda per tracciare la provenienza delle bufale e cercare di rallentare la loro diffusione. Ci diamo regole etiche, creiamo delle procedure standard di verifica per limitare al minimo gli errori. Ma io non voglio che la gente mi dica &#039;mi fido di te&#039;. Neanche io devo fidarmi troppo di me stesso, o finirei nella stessa trappola\u201d (di Giorgio Rutelli)\u00a0&#8212;media-comunicazionewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il panorama della disinformazione. 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