{"id":105412,"date":"2025-07-26T01:00:09","date_gmt":"2025-07-25T23:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=105412"},"modified":"2025-07-26T01:00:09","modified_gmt":"2025-07-25T23:00:09","slug":"caso-garlasco-consulenti-divisi-certezze-e-dubbi-sullimpronta-33","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=105412","title":{"rendered":"Caso Garlasco, consulenti divisi: certezze e dubbi sull&#8217;impronta 33"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;impronta di una mano sul muro. La novit\u00e0 che ha riaperto le indagini sull&#039;omicidio di Chiara Poggi, la &#039;pistola fumante&#039; che la Procura di Pavia avrebbe voluto mettere davanti agli occhi del nuovo indagato Andrea Sempio &#8211; nella convocazione a cui si \u00e8 sottratto lo scorso 20 maggio &#8211; torna a far parlare di s\u00e9. Dopo la consulenza degli esperti incaricati dai magistrati guidati dal procuratore capo Fabio Napoleone, la relazione depositata dalle difesa di Sempio e dalla famiglia della vittima, ieri anche gli esperti scelti da Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l&#039;omicidio della fidanzata, hanno tratto le loro conclusioni sull&#039;impronta 33. \u00a0Gli esiti, come prevedibile, non mettono d&#039;accordo le parti su una traccia che non rientra nell&#039;incidente probatorio, sebbene l&#039;avvocato Gian Luigi Tizzoni &#8211; legale della famiglia della vittima uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 &#8211; avesse chiesto l&#039;intervento di un perito nominato dalla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli &#8211; per certificare l&#039;identit\u00e0 e l&#039;assenza di sangue gi\u00e0 stabilita da un test. Una proposta bocciata da tutti e che ora lascia trarre a ciascuno le proprie conclusioni, in attesa che si esprima un giudice dopo la chiusura dell&#039;indagine. \u00a0L&#039;orma che torna di attualit\u00e0 dopo quasi 18 anni, non \u00e8 nuova. Nel 2007, i Ris di Parma prelevano frammenti di intonaco dall&#039;impronta, ma il sospetto che ci fosse sangue venne subito smentito: l&#039;Obti test (ancora oggi il pi\u00f9 sensibile nel rilevare sangue umano, ndr) forn\u00ec &quot;esito negativo&quot;. Nessuno allora riusc\u00ec a svelare l&#039;identit\u00e0 di quella mano. \u00a0Di recente, la Procura di Pavia si \u00e8 affidata ai dattiloscopisti Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli e ha attribuito a Sempio &#8211; scovando ben 15 minuzie &#8211; la palmare destra (non databile) trovata sulle scale, all&#039;altezza del terzo gradino, non distante dal corpo senza vita della ventiseienne. Per chi indaga, il killer si \u00e8 sporto in avanti e ha toccato la parete mentre le impronte insanguinate delle sue scarpe &#8211; numero 42, stessa taglia di Stasi &#8211; restano sulla soglia del gradino zero. Da anni l&#039;impronta 33 non esiste pi\u00f9, l&#039;intonaco \u00e8 finito rendendo impossibile nuovi accertamenti biologici. \u00a0E&#039; la Procura di Pavia a chiarire che di sangue sull&#039;impronta 33 non si pu\u00f2 parlare. Il procuratore Napoleone spiega &#8211; con un comunicato ufficiale dello scorso maggio &#8211; che il colore rosso della foto \u00e8 dato dalla &quot;ninidrina&quot;, il reagente utilizzato per risaltare la traccia, e a inizio luglio il procuratore aggiunto Stefano Civardi \u00e8 ancora pi\u00f9 chiaro. L&#039;intonaco grattato risulta &quot;interamente utilizzato &#8211; dopo essere state verosimilmente pregiudicate dall&#039;azione inibente della ninidrina &#8211; per indagini biologiche, come riferito ai pubblici ministeri il 9 giugno 2025 dal tenente colonnello (del Ris di Parma, ndr) Alberto Marino&quot; si legge in un atto in possesso dell&#039;Adnkronos. \u00a0Il materiale &#039;grattato&#039; non c&#039;\u00e8 nei reperti oggetto dell&#039;incidente probatorio, &quot;sicch\u00e9, all&#039;evidenza, non \u00e8 possibile procedere ad accertamenti biologici sul reperto fotografico dell&#039;impronta&quot;, aggiunge Civardi nero su bianco, mettendo fine all&#039;ipotesi di ogni ulteriore approfondimento. Una conclusione che contrasta con la visione dei consulenti di Stasi. &quot;L&#039;analisi tecnica-dattiloscopica attuata sull&#039;impronta numero 33 &#8211; si legge nella relazione tecnica firmata da Oscar Ghizzoni, Pasquale Linarello e Ugo Ricci &#8211; unitamente alle prove sperimentali effettuate sul muro con intonaco a diverse condizioni, consentono di ritenere che tale impronta fosse imbrattata di sudore e materiale ematico&quot; probabilmente della vittima. Un&#039;ipotesi, ricostruita su foto, destinata a restare tale. Se pm e difesa del condannato convergono nel ritenere quella traccia di Sempio, di opposto avviso sono gli altri consulenti. \u00a0&quot;L&#039;impronta latente numero 33 non presenta un numero sufficiente di corrispondenze valide per consentirne l\u2019attribuzione certa all\u2019indagato Andrea Sempio, esibendo al massimo soltanto 5 punti caratteristici, reali e obbiettivamente riscontrabili, che la rendono non utile per i confronti. E&#039; verosimile ritenere che le evidenze erroneamente indicate dai consulenti della Procura, siano da imputare a interferenze murarie, non a strutture papillari reali&quot; \u00e8 la tesi dei consulenti di Sempio, Luigi Bisogno e l&#039;ex generale del Ris Luciano Garofano che, in un&#039;integrazione, rimarcano ulteriormente che &quot;il rilievo numero 33 non presenta caratteristiche strutturali, morfologiche o geometriche idonee per poterne sostenere l&#039;attribuzione all&#039;indagato Andrea Sempio&quot;. Conclusioni condivise da Calogero Biondi e Dario Redaelli, consulenti della famiglia Poggi, per i quali l&#039;impronta 33 non \u00e8 di Sempio ed \u00e8 stata prodotta da un palmo &quot;in movimento, sudato, magari sporco, ma non insanguinato&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;impronta di una mano sul muro. 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