{"id":10510,"date":"2024-04-12T12:57:06","date_gmt":"2024-04-12T10:57:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=10510"},"modified":"2024-04-12T12:57:06","modified_gmt":"2024-04-12T10:57:06","slug":"pancreas-scoperta-impronta-digitale-molecolare-delle-lesioni-che-annunciano-tumori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=10510","title":{"rendered":"Pancreas, scoperta impronta digitale molecolare delle lesioni che annunciano tumori"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nScoperta l\u2019impronta digitale molecolare delle lesioni pre-tumorali del pancreas. Uno studio appena pubblicato su &#039;Nature Communications&#039; dal gruppo di ricerca di Giampaolo Tortora, professore di Oncologia medica all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Comprehensive Cancer Center del Policlinico Gemelli di Roma, ha individuato dei biomarcatori tessutali specifici &#8211; una sorta di impronta digitale molecolare, appunto &#8211; che consentono di distinguere con certezza le forme benigne da quelle ad alto grado di malignit\u00e0 o ad alto rischio di trasformazione maligna. Un rompicapo, finora, per i medici, vista la difficolt\u00e0 a differenziale e riconoscere quelle da sorvegliare. \u00a0\u00a0Per arrivare a questi risultati, i ricercatori di Universit\u00e0 Cattolica &#8211; Gemelli hanno esaminato una quantit\u00e0 incredibile di dati su pezzi operatori di pazienti trattati al Gemelli nel corso degli ultimi dieci anni, avvalendosi di analisi omiche e in particolare di sofisticate tecnologie di trascrittomica e proteomica spaziale.\u00a0Il loro lavoro ha consentito di individuare sul tessuto tumorale le \u2018firme molecolari\u2019 che indicano una displasia di basso grado (Hoxb3 e Znf117), quelle dei casi \u2018borderline\u2019 (Spdef) e infine i marcatori di displasia di alto grado, cio\u00e8 delle forme sicuramente maligne (Nkx6-2). Non solo. Questa ricerca getta luce anche sul ruolo dell\u2019attivazione di alcuni geni (TnfAlfa e Myc) nella progressione dei tumori mucinosi papillari intraduttali (Ipnm) da una forma benigna a una maligna (adenocarcinoma pancreatico duttale, o Pdac). \u00a0&quot;Ad ora la stratificazione del rischio degli Ipmn &#8211; spiega Tortora &#8211; viene fatta solo in base alle caratteristiche cliniche (ad alto rischio sono soprattutto gli Ipmn che si sviluppano nei dotti principali) e radiologiche (Tac, Rmn), mentre non si disponeva di criteri che tenessero conto della loro biologia. Questo fa s\u00ec che fino al 10% degli Ipmn considerati a basso rischio &#8211; ammette l&#039;esperto &#8211; sfugga a una corretta valutazione e, nel tempo, possa dar luogo a un tumore aggressivo\u201d. La ricerca appena pubblicata \u00e8 stata supportata da un grant della Fondazione Airc, assegnato al progetto di Carmine Carbone, team leader dello studio e ricercatore di Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs. \u00a0Le neoplasie mucinose papillari intraduttali pancreatiche &#8211; spiegano gli esperti del Gemelli &#8211; sono lesioni cistiche che si sviluppano all\u2019interno dei dotti pancreatici e che contengono al loro interno dei \u2018tralci\u2019 di tessuto (proiezioni papillari) rivestiti di epitelio mucoso. La frequenza di queste cisti dal comportamento incerto, che si scoprono per caso in occasione di una Tac o una risonanza fatte per altro motivo, \u00e8 in aumento e cresce con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0. Una recente metanalisi della Mayo Clinic (Usa) rivela che gli Ipmn vengono scoperti per caso nell\u201911% circa degli over 50 sottoposti a Tac addominale. Mancano per\u00f2 dati certi di prevalenza e incidenza. &quot;Una necessit\u00e0 assoluta \u00e8 quella di creare un registro italiano degli Ipmn &#8211; sottolinea Tortora &#8211; perch\u00e9 siamo certi che il loro numero sia ampiamente sottostimato\u201d.\u00a0Questi tumori originano dai dotti pancreatici e sono considerati precursori dell\u2019adenocarcinoma duttale pancreatico, una neoplasia estremamente aggressiva, contro cui si dispone di limitate opzioni terapeutiche. Quali evolveranno in questa direzione? La ricerca condotta alla Cattolica e al Gemelli d\u00e0 proprio un contributo all\u2019individuazione delle lesioni ad alto potenziale di trasformazione maligna. \u201cE si tratta di un\u2019indicazione importante &#8211; rimarca Tortora &#8211; perch\u00e9 se \u00e8 fondamentale individuare le lesioni ad alto rischio di trasformazione maligna, altrettanto determinante \u00e8 definire le caratteristiche di \u2018benignit\u00e0\u2019, per evitare ai pazienti un intervento chirurgico inutile, molto invasivo e non privo di rischi\u201d.\u00a0Una diagnosi di precisione. \u201cCon un paziente e minuzioso studio di trascrittomica e proteomica spaziale effettuato su tessuto (cio\u00e8 sul pezzo operatorio) &#8211; ricostruisce Carbone &#8211; abbiamo analizzato una a una le cellule che compongono gli Ipmn per studiarne l\u2019Rna e le proteine corrispondenti, rispettando la citoarchitettura del tessuto. Cos\u00ec \u00e8 stato possibile evidenziare che le forme a minore o a maggior rischio di trasformazione maligna si differenziano per l\u2019espressione di alcuni geni e proteine. In particolare, l\u2019espressione del gene Nkx6-2, conferisce un aumentato rischio di differenziazione maligna; al contrario, l\u2019espressione dei geni Hoxb3 e Znf117 indica una displasia di basso grado, una condizione di benignit\u00e0. Il prossimo step consister\u00e0 nella ricerca di un biomarcatore prognostico di trasformazione tumorale nel sangue\u201d. E in futuro &quot;potremmo ipotizzare la messa a punto di trattamenti in grado di bloccare le \u2018vie\u2019 molecolari attraverso cui viaggia la trasformazione di una lesione pre-cancerosa in una tumorale: un anti-Myc \u00e8 gi\u00e0 allo studio. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Con la teranostica si potrebbe provare a coniugare un anticorpo mirato contro l\u2019Nkx6-2 con un radiofarmaco per andare a colpire con precisione, sfruttando il \u2018nucleare buono\u2019 le cellule tumorali che esprimono questo gene, indice di malignit\u00e0&quot;, conclude Carbone.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Scoperta l\u2019impronta digitale molecolare delle lesioni pre-tumorali del pancreas. 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