{"id":10411,"date":"2024-04-12T07:02:58","date_gmt":"2024-04-12T05:02:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=10411"},"modified":"2024-04-12T07:02:58","modified_gmt":"2024-04-12T05:02:58","slug":"lega-40-anni-fa-nasceva-il-partito-di-bossi-dal-governo-berlusconi-alla-svolta-di-salvini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=10411","title":{"rendered":"Lega, 40 anni fa nasceva il partito di Bossi: dal governo Berlusconi alla svolta di Salvini"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La Lega compie 40 anni. All&#039;inizio ci fu l&#039;obiettivo unico dell&#039;indipendenza padana, benedetta da Gianfranco Miglio e dal mito del federalismo. Lo slogan era &#039;lontani da Roma e vicini all&#039;Europa&#039;, i nemici per Umberto Bossi &#8211; fondatore di quel movimento che giur\u00f2 guerra ai Palazzi della Capitale &#8211; erano, ad esempio, Ciriaco De Mita e i falsi invalidi campani o Bettino Craxi, rifugiatosi ad Hammamet. Tutto ebbe inizio il 12 aprile del 1984, in piena Prima Repubblica, quando un piccolo editore, una maestra elementare, un rappresentante di commercio, un commerciante, un odontotecnico e un architetto si misero d&#039;accordo per dare vita a una piccola formazione locale, da cui prender\u00e0 piede la Lega, oggi il partito pi\u00f9 longevo del parlamento italiano. \u00a0Umberto Bossi era l&#039;editore, quella che sar\u00e0 sua moglie, Manuela Marrone, la maestra elementare, Marino Moroni, Pierangelo Brivio, Emilio Sogliaghi e Giuseppe Leoni, cliente del notaio Bellorini di Varese, erano gli altri padani che si diedero da fare per registrare l&#039;associazione &#039;Lega Lombarda Autonomista&#039;, che poi si unir\u00e0 alla &#039;Liga Veneta&#039; e alla &#039;Lega Piemont&#039;, creando la Lega Nord. Fu proprio Bossi a scrivere di suo pugno lo statuto federalista-autonomista, scegliendo il simbolo di Alberto da Giussano per il movimento. \u00a0Nel frattempo Umberto girava il nord con una vecchia Citroen. Secchielli di colla, vernice e tanti slogan da attaccare ai muri. &#039;No al colonialismo terrone&#039;, &#039;Fratelli sul libero suol&#039;, &#039;Basta con le rapine del fisco&#039;, &#039;Alt all&#039;invio di mafiosi in Lombardia&#039;, &#039;Al Nord giudici del Nord&#039;. Proselitismo che d\u00e0 i suoi frutti: Bossi arriva nell&#039;87 in Senato. Il suo diventa, di colpo, il quarto partito della Repubblica. &quot;Ora -chiese in tv, magro, coi capelli ricci, l&#039;uomo che diventava il Senatur &#8211; vogliamo che i posti di lavoro vengano assegnati dando la precedenza ai residenti in Lombardia da almeno cinque anni&quot;. Poi l&#039;impegno &quot;all&#039;abolizione del soggiorno obbligato e la lotta alla mafia&quot;. \u00a0<br \/>\nBossi vuole far pesare la sua forza elettorale e rompe gli indugi nel &#039;94, si allea con Silvio Berlusconi, appena sceso in campo. Al Carroccio vanno l&#039;8,4% dei voti e 180 parlamentari. Bossi manda 5 ministri al governo, tra cui Maroni. Ma con il Cavaliere si rompe presto, con reciproche accuse su pensioni e federalismo. Arriva cos\u00ec il &#039;patto delle sardine&#039;, con D&#039;Alema e Buttiglione. Bossi fa nascere, con il leader del Pds e con il popolare, il governo tecnico guidato da Lamberto Dini. E riprende la battaglia secessionista. A Venezia ammaina il tricolore, sostituendolo col &#039;sole delle Alpi&#039;. Nel mezzo convoca i suoi a Pontida, che negli anni sar\u00e0 l&#039;appuntamento clou dei militanti, e si inventa riti come l&#039;ampolla del Po, o anche il Parlamento padano con sede a Villa Riva Berni di Bagnolo San Vito, in provincia di Mantova, dimora poi distrutta da un incendio nel 2019.\u00a0La Lega punta in quegli anni dritto alla secessione, il suo messaggio pi\u00f9 forte, sempre sbandierato ma mai raggiunto. Il centrosinistra va al governo e approva una riforma del titolo V della Costituzione, modificando il regionalismo italiano, cercando di frenare le spinte separatiste. Alla fine degli anni &#039;90, la Lega si riorganizza e si allea nuovamente con &#039;Berlusconi nella &#039;casa delle libert\u00e0&#039;. Bossi torna al governo, diviene ministro per le riforme istituzionali e per la devoluzione.\u00a0Poi il primo marzo del 2004 l&#039;ictus colpisce il Senatur. Intanto si arriva al referendum confermativo sulla devolution, che attribuisce nuovi poteri alle regioni, referendum che blocca di fatto, nel 2006, il progetto leghista.\u00a0<br \/>\nNel 2008 la Lega bossiana rif\u00e0 parte del governo: Berlusconi \u00e8 di nuovo premier, nella maggioranza tiene banco lo scontro con Fini, poi a novembre del 2011 la crisi economica e le fibrillazioni dei mercati, portano il Cavaliere alle dimissioni. Bossi \u00e8 l&#039;unico a dire no al governo tecnico di Monti, voluto dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, mentre si profilano i problemi giudiziari per il fondatore della Lega, con la tesoreria Belsito, tra scandali per investimenti oscuri all&#039;estero e rendicontazioni poco chiare dei rimborsi elettorali. Il vecchio capo, stanco e malato, deve lasciare e si dimette. E&#039; il 5 aprile del 2012. Le immagini che corrono alla mente sono quelle della &#039;notte delle scope&#039;, quella del 10 aprile a Bergamo, con i militanti che chiedono rinnovamento, accorrendo con le scope per &#039;pulire il pollaio&#039;. E&#039; la manifestazione dell&#039;&#039;orgoglio leghista&#039;. &quot;Chi sbaglia paga, senza guardare in faccia nessuno e chi ha preso i soldi della Lega li dovr\u00e0 restituire fino all&#039;ultimo centesimo. Umberto Bossi, non un pirla qualsiasi, si \u00e8 dimesso con un gesto da vero leghista&quot;, dice Roberto Maroni. Nelle successive tornate elettorali il partito, che viene poi affidato proprio a Maroni, \u00e8 in caduta libera, fino al 4,8%. \u00a0Il 7 dicembre 2013, alle primarie Matteo Salvini lancia la sua scalata alla Lega e sfida Bossi, ottenendo l&#039;81,66% dei voti, mentre il fondatore resta fermo al 18,34%. Inizia l&#039;ascesa di Salvini, che nel giro di cinque anni, porter\u00e0 di nuovo la Lega al governo, con il M5S stavolta, divenendo vicepremier e ministro dell&#039;Interno. Con Conte, premier pentastellato, per\u00f2 finisce male, ad agosto del 2019 c&#039;\u00e8 lo strappo del Papeete. Poi la storia recente, con la Lega Nord che nel frattempo viene &#039;clonata&#039; nel nuovo partito &#039;Lega per Salvini premier&#039;, anche per tenere botta alla vicenda della condanna alla restituzione di 49 milioni di euro sottratti in modo illecito allo Stato, tra il 2008 e il 2010, inflitta dal tribunale di Genova al partito. Dopo la rottura del governo gialloverde, Salvini resta all&#039;opposizione del Conte 2, ma poi schiera la Lega con Draghi, quando l&#039;ex governatore della Bce viene chiamato dal presidente Mattarella a formare il governo, a febbraio del 2021.\u00a0Salvini negli anni costruisce la sua di Lega, firma la svolta sovranista e nazionalista, scegliendo il Tricolore, dimenticando la secessione e varcando i confini del nord. Il partito nato nel Varesotto ha ormai cambiato pelle, passando pure per il congresso del 2019 a Milano della vecchia Lega Nord, commissariata e affidata a un fedelissimo di Salvini, il deputato milanese Igor Iezzi, di fatto liquidata. Il &#039;Capitano&#039;, mai &#039;digerito&#039; da Bossi, si rivela leader in grado di portare al massimo storico gli ex lumbard e alle ultime elezioni europee, a maggio del 2019, raggiunge un clamoroso 34,3%. Da quel momento Salvini per\u00f2 sembra avere perso il suo tocco magico, arrivando a un modesto 8,9% alle ultime politiche, ormai distantissimo dall&#039;alleata premier Giorgia Meloni, e a rischio sorpasso nei consensi da parte di Forza Italia, che tallona da vicino la Lega. \u00a0&#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La Lega compie 40 anni. All&#039;inizio ci fu l&#039;obiettivo unico dell&#039;indipendenza padana, benedetta da Gianfranco Miglio e dal mito del federalismo. 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