{"id":103258,"date":"2025-07-16T14:59:00","date_gmt":"2025-07-16T12:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=103258"},"modified":"2025-07-16T14:59:00","modified_gmt":"2025-07-16T12:59:00","slug":"anoressia-e-bulimia-la-terapia-dello-specchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=103258","title":{"rendered":"Anoressia e bulimia, la terapia dello specchio"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Canottiere, costumi da bagno, pantaloncini. In estate, quando il corpo \u00e8 pi\u00f9 in evidenza, si possono amplificare i problemi legati all&#039;immagine corporea, alla base di molti disturbi alimentari come anoressia e bulimia, che colpiscono secondo le stime oltre 3 milioni di persone in Italia. Per affrontare il problema, e non solo in estate, in alcuni centri specializzati del nostro Paese viene utilizzata la &#039;terapia dello specchio&#039;. La Fondazione Ananke &#8211; realt\u00e0 non profit che promuove ricerca clinica indipendente grazie al sostegno di donazioni private &#8211; ha approfondito e rielaborato questa metodologia all&#039;interno dei progetti scientifici. La terapia viene utilizzata ad esempio a Villa Miralago (Varese), struttura accreditata con il Servizio sanitario nazionale, che accoglie pazienti da tutta Italia e anche da altri Paesi europei. Il modello utilizzato, nella versione italiana messa a punto da Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta esperta di disturbi alimentari, ha aiutato molti pazienti a migliorare il rapporto con il proprio corpo, restituendo alla dimensione corporea un ruolo funzionale, affettivo e identitario. \u00a0&quot;I disturbi del comportamento alimentare non hanno stagioni. Tuttavia, la necessit\u00e0 di indossare abiti leggeri, cos\u00ec come il moltiplicarsi delle occasioni sociali durante l&#039;estate, sono tutti fattori che possono intensificare i problemi di immagine corporea, aumentando l&#039;ansia e il disagio che spesso accompagnano quotidianamente la vita di questi pazienti&quot;, spiega Moreno Mattioli, coordinatore dell&#039;area psicoterapia del centro. \u00a0&quot;Il corpo, nelle sue dimensioni reali, immaginate o desiderate, pu\u00f2 rappresentare tanto l&#039;origine quanto l&#039;approdo di molte forme di disagio psicologico&quot;, evidenzia Alessandro Raggi, psicoterapeuta e vicepresidente della Fondazione Ananke. &quot;Quando l&#039;immagine interiore che una persona ha di s\u00e9 entra in conflitto con l&#039;aspetto fisico percepito o idealizzato, possono emergere vissuti di inadeguatezza, perdita di autostima, fino a incrinare la continuit\u00e0 dell&#039;identit\u00e0 personale. Nei disturbi della nutrizione e dell&#039;alimentazione, la percezione distorta del corpo e il difficile rapporto con la propria immagine sono tra gli aspetti pi\u00f9 radicati e resistenti al cambiamento. La terapia dello specchio, riconosciuta come uno degli approcci pi\u00f9 efficaci nel trattare la dispercezione corporea, aiuta a reintegrare una consapevolezza globale del corpo e della sua funzione, superando il giudizio estetico e riconnettendosi a una dimensione pi\u00f9 profonda dell&#039;identit\u00e0 corporea&quot;.\u00a0Per dispercezione corporea si intende la presenza di un&#039;immagine distorta della rappresentazione del proprio corpo, che contrasta con la realt\u00e0 oggettiva ed \u00e8 in grado di produrre una notevole insoddisfazione personale, ritiro sociale, forte disagio e misconoscimento del proprio aspetto. &quot;Il corpo presenta alcune fondamentali caratteristiche &#8211; illustra Raggi &#8211; E&#039; visibile, e dunque soggetto allo sguardo, sia realistico che idealizzato; \u00e8 verificabile, poich\u00e9 ciascuno pu\u00f2 osservarne i mutamenti nel tempo; \u00e8 luogo di confronto e di espressione emotiva, veicolo di riconoscimento e strumento essenziale nella costruzione dell&#039;immagine di s\u00e9. Proprio questi aspetti, tuttavia, nei pazienti affetti da disturbi alimentari diventano fonte di intensa angoscia e profonda insicurezza&quot;. \u00a0La terapia dello specchio si \u00e8 rivelata un supporto efficace nel modificare rappresentazioni disfunzionali riguardanti peso e forme corporee. &quot;Consiste in un metodo di esposizione sistematica allo specchio (realizzato senza i consueti filtri &#039;commerciali&#039; per slanciare o alterare la figura) in cui i pazienti sono istruiti e sostenuti nella descrizione, priva di giudizi, del proprio corpo e delle parti che lo compongono&quot;, descrive Dalla Ragione, direttore scientifico Rete Dca Usl 1 dell&#039;Umbria e docente al Campus Bio-Medico di Roma, che ha elaborato in Italia una versione modificata della tecnica. &quot;Il protocollo prevede alcuni incontri in cui, gradualmente, la persona viene aiutata, attraverso l&#039;uso della propria immagine riflessa, a riflettere sulle varie parti corporee con riferimento a ci\u00f2 che vede e alla loro funzionalit\u00e0, concentrandosi a mano a mano sui confini dei distretti e sulla loro integrazione, in assenza di giudizio&quot;. Sebbene la terapia dello specchio non consenta sempre la remissione dell&#039;alterata percezione di s\u00e9, favorisce il contatto e la progressiva gestione della crescita e decrescita delle emozioni sperimentate, fino a che le ondate emotive perderanno il loro potere patogeno. \u00a0&quot;L&#039;obiettivo &#8211; conclude Mattioli &#8211; \u00e8 quello di aiutare i pazienti a non essere severi nei giudizi su se stessi, in favore dell&#039;acquisizione di uno sguardo volto al riavvicinamento e alla ricostruzione di un rapporto con il proprio corpo. Questo approccio, radicato in una costante ricerca e nei contributi di vari modelli psicologici, offre un percorso di supporto per gli individui che devono affrontare le proprie lotte interne e costruire un rapporto pi\u00f9 funzionale e appagante con il proprio corpo fisico&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Canottiere, costumi da bagno, pantaloncini. 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