{"id":102847,"date":"2025-07-15T07:31:46","date_gmt":"2025-07-15T05:31:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=102847"},"modified":"2025-07-15T07:31:46","modified_gmt":"2025-07-15T05:31:46","slug":"spiagge-dallaccesso-con-i-cani-al-gioco-a-pallone-ecco-il-vademecum-dei-diritti-dei-bagnanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=102847","title":{"rendered":"Spiagge, dall&#8217;accesso con i cani al gioco a pallone ecco il vademecum dei diritti dei bagnanti"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dall\u2019accesso al mare, al cibo in spiaggia, dai giochi sulla battigia alla compagnia del proprio cane, quali sono i diritti dei consumatori quando si va in spiaggia? Ecco, da parte dell&#039;Unione nazionale consumatori, alcune delle risposte alle domande pi\u00f9 frequenti. \u00a0L\u2019accesso al mare rientra tra i principali diritti dei consumatori in spiaggia in quanto dovrebbe essere libero e gratuito: gli stabilimenti balneari dovrebbero consentire l\u2019accesso e transito gratuito per il raggiungimento della battigia, anche al fine della balneazione, ma alcuni gestori furbetti provano a far pagare l\u2019accesso ai bagnanti che vogliono raggiungere la riva, o semplicemente transitare. Si tratta di un vero e proprio abuso che non tiene conto del fatto che la spiaggia \u00e8 un bene pubblico, appartiene al demanio anche se \u00e8 data in concessione agli stabilimenti balneari. Impedirne l\u2019accesso o chiedere un pagamento \u00e8 quindi una violazione di legge. Se si usufruisce dei servizi messi a disposizioni del lido, come per esempio ombrellone, sdraio, docce e cabina, \u00e8 normale e corretto che il gestore pretenda il pagamento. Ma chi vuole semplicemente raggiungere il mare per fare un bagno passando dallo stabilimento balneare non deve pagare alcun ticket d\u2019ingresso.\u00a0Oltre all\u2019articolo 11 della legge n. 217 del 2011 che prevede &#039;il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione&#039;, la legge n. 296 del 2006 stabilisce &#039;l\u2019obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l\u2019area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione&#039;. Per battigia si intende la striscia di sabbia su cui l\u2019onda va a infrangersi. Insomma l\u2019accesso al mare \u00e8 libero e per fare un bagno non si deve pagare nulla. Se, quindi, non vi fanno passare attraverso lo stabilimento balneare per raggiungere il mare e fare il bagno o tentano di farvi pagare, chiamate direttamente i vigili e chiedetegli di intervenire sul posto, cos\u00ec che possano redigere un verbale.\u00a0Diverso \u00e8 il discorso per ombrelloni o sdraio. La legge garantisce l\u2019accesso ed il transito gratuito per il raggiungimento della battigia, ma \u00e8 meno chiara su quello che accade se mi fermo sulla battigia o a pochi metri di distanza. Infatti, garantisce un generico diritto alla fruizione della battigia non solo ai fini della balneazione (si dice &#039;anche&#039;), ma non chiarisce esattamente cosa si intenda per fruizione, se passeggiare, fermarsi o giocare a palla. Resta il fatto che anche il bagnante, come i titolari degli stabilimenti, devono fare in modo di non impedire agli altri bagnanti l\u2019accesso al mare e il transito per il raggiungimento della battigia. Se, per\u00f2, possiamo sicuramente affermare che un ombrellone o una sedia a sdraio sono certamente ingombranti e ostacolano il transito, diventa pi\u00f9 difficile comprendere perch\u00e9 lo sia anche un asciugamano, magari debitamente piegato o dei vestiti ammucchiati.\u00a0Tra i diritti in spiaggia, la materia dell\u2019accesso alla battigia \u00e8 regolata anche da Regioni e Comuni. La legge n. 296 del 27 dicembre 2006, all\u2019art. 1 comma 254, prevede che siano le Regioni a dover &#039;individuare un corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili&#039; e a &#039;individuare le modalit\u00e0 e la collocazione dei varchi necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l\u2019area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione&#039;.\u00a0Come se non bastasse, poi, ci sono anche le ordinanze dei Comuni. Molte ordinanze prevedono il divieto di occupare con ombrelloni, sdraio o anche semplici teli mare, la fascia di 5 metri dalla battigia ed il divieto di permanenza in tale spazio, poich\u00e9 deve rimanere a disposizione per i mezzi di soccorso. In questo caso, comunque, il divieto vale per tutti, anche per i gestori dello stabilimento, e permane anche se si paga l\u2019ingresso.\u00a0Lasciare l\u2019ombrellone in spiaggia assicurandosi cos\u00ec il posto migliore il giorno successivo \u00e8 una comodit\u00e0 a cui molti non vogliono rinunciare tuttavia, si tratta di un\u2019occupazione illegale del demanio pubblico. Sulla spiaggia libera, infatti, non si possono lasciare oggetti come materassini, lettini o ombrelloni per un tempo prolungato. Pena il sequestro degli oggetti da parte delle forze di polizia. \u00a0Per gli amanti dei giochi con la palla in spiaggia \u00e8 sempre bene informarsi su eventuali divieti imposti in questo senso dalla Capitaneria di Porto o dal Comune. Non esiste infatti una normativa nazionale che regolamenti le partite in spiaggia con gli amici, ma a seconda della localit\u00e0 in cui ci si trova potrebbe esserci un divieto specifico. Poste le normative locali sarebbe comunque sempre bene utilizzare il buon senso evitando di arrecare danno o disturbo agli altri bagnanti limitando quindi le gesta sportive a spiagge isolate e senza persone intorno.\u00a0Con lo stesso principio per cui \u00e8 illegale lasciare l\u2019ombrellone in spiaggia per tutta la notte non \u00e8 neanche consentito tenere in piedi le installazioni di campi sportivi (da beach volley o da beach soccer ad esempio). Chiariamo che \u00e8 consentito creare dei campi, ad esempio montando una rete da beach volley o creando delle porte da calcio, ma lo si pu\u00f2 fare a patto che, una volta utilizzate, vengano smontate e il luogo venga riportato nelle condizioni iniziali. Lasciare queste installazioni per un tempo superiore rispetto a quello di gioco \u00e8 anche in questo caso un\u2019occupazione di suolo pubblico e quindi illegale. A questa regola si pu\u00f2 derogare in caso di autorizzazione del Comune di competenza, autorizzazione che, ad esempio, hanno gli stabilimenti balneari che offrono questo genere di strutture ai loro ospiti.\u00a0Per quanto riguarda i nostri amici a quattro zampe non esiste una legge nazionale che regolamenta l\u2019accesso degli animali alle spiagge libere e alle acque demaniali, pertanto, in assenza di espliciti divieti regionali, comunali o delle autorit\u00e0 marittime valgono le regole generali per i luoghi pubblici che prevedono che possano girare se sono tenuti al guinzaglio o se hanno la museruola. Il titolare della concessione su una spiaggia pu\u00f2 vietare l\u2019accesso agli animali nel proprio stabilimento balneare o, al contrario, pu\u00f2 chiedere al Comune un\u2019autorizzazione a consentirne la presenza. Sono sempre esclusi dalle limitazioni di accesso i cani di salvataggio e i cani guida per non vedenti.\u00a0Tra i diritti che si hanno in spiaggia, mangiare \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 assolutamente consentita purch\u00e9 si rispetti l\u2019ambiente in cui ci si trova. Non \u00e8 infatti in alcun modo vietato mangiare in spiaggia alcun genere di alimenti e bench\u00e9 sia poco educato lasciare poi gli avanzi del cibo in spiaggia, tale pratica non nuoce di certo all\u2019ecosistema essendo il cibo un materiale completamente biodegradabile. \u00c8 invece severamente vietato lasciare in spiaggia oggetti di plastica come piatti, che possono inquinare l\u2019ambiente marino. \u00a0Discorso simile \u00e8 quello che riguarda il portare cibo in uno stabilimento: il titolare dello stabilimento ha infatti una concessione che vale per lo spazio assegnatogli ma comunque non ha un monopolio sulla ristorazione. Quindi sia che voi vogliate consumare il cibo da clienti dello stabilimento sia che siate solo di passaggio per andare alla spiaggia libera, \u00e8 piena facolt\u00e0 del cittadino introdurre cibo e bevande nello stabilimento, nel rispetto del decoro della spiaggia. Insomma, non si pu\u00f2 fare un picnic con tavola imbandita o un barbecue come se fossimo nel nostro giardino, ma certo non possono impedirci di portare un panino, una bibita o dei biscotti.\u00a0La legge vieta esplicitamente il fumo in luoghi al chiuso aperti al pubblico ma non esiste un divieto per il fumo all\u2019aperto. Di conseguenza anche fumare al mare \u00e8 consentito. Vi sono per\u00f2 numerose amministrazioni locali che stanno approvando delle leggi per vietare il fumo anche in spiaggia. Un\u2019eventuale regola di questo tipo sar\u00e0 comunque ben segnalata attraverso cartelli e indicazioni. E&#039; invece sempre vietato abbandonare mozziconi di sigaretta in spiaggia.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dall\u2019accesso al mare, al cibo in spiaggia, dai giochi sulla battigia alla compagnia del proprio cane, quali sono i diritti dei consumatori quando si va in spiaggia? 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