{"id":102125,"date":"2025-07-11T10:00:14","date_gmt":"2025-07-11T08:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=102125"},"modified":"2025-07-11T10:00:14","modified_gmt":"2025-07-11T08:00:14","slug":"tumori-svolta-da-immunoterapia-pre-intervento-carichiamo-le-difese-prima-del-bisturi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=102125","title":{"rendered":"Tumori, svolta da immunoterapia pre-intervento: &#8220;Carichiamo le difese prima del bisturi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nArmare le difese naturali contro il cancro prima di rimuoverlo. E&#039; il principio dell&#039;immunoterapia neoadiuvante somministrata pre-intervento chirurgico, un approccio che sta imprimendo una svolta al trattamento di una lista crescente di tumori: dal melanoma al carcinoma del polmone, dal cancro al seno triplo negativo a quello del colon-retto o della vescica. &quot;Carichiamo il sistema immunitario prima del bisturi&quot;, traduce l&#039;oncologo Paolo Ascierto che oggi e domani a Napoli guider\u00e0 la seconda edizione di &#039;Innovate &#8211; International Neoadjuvant Immunotherapy Across Cancers&#039;. In occasione dell&#039;evento, specialisti di tutto il mondo si confronteranno sulle ultime novit\u00e0 in tema di immunoterapia neoadiuvante, affrontando questioni critiche come la sua integrazione nella pratica clinica standard e il ruolo nello sviluppo di nuovi farmaci.\u00a0&quot;L&#039;immunoterapia neoadiuvante offre molteplici benefici che migliorano l&#039;efficacia del trattamento e la qualit\u00e0 della vita dei pazienti &#8211; afferma Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma, direttore dell&#039;Unit\u00e0 di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell&#039;Istituto Pascale di Napoli e responsabile scientifico del convegno &#8211; In primo luogo, l&#039;immunoterapia pre-intervento ha la capacit\u00e0 di potenziare la risposta immunitaria: quando gli inibitori dei checkpoint immunitari (farmaci immunoterapici che sbloccano i &#039;freni&#039; che impediscono al sistema immunitario di attaccare il tumore) vengono somministrati in presenza del tumore primario e\/o dei linfonodi, si verifica un massivo attacco del sistema immunitario verso gli antigeni tumorali e una conseguente attivazione e proliferazione delle cellule T. Questo porta a una risposta immunitaria pi\u00f9 diversificata, efficace e duratura sia contro il tumore primario che contro le micrometastasi. Al contrario, l&#039;immunoterapia adiuvante, ossia quella somministrata dopo la rimozione del tumore &#8211; precisa l&#039;esperto &#8211; pu\u00f2 generare una risposta immunitaria meno robusta&quot;. Un altro vantaggio dell&#039;immunoterapia pre-intervento &quot;potrebbe essere la conseguente riduzione del tumore, rendendo operabili masse inizialmente non resecabili e consentendo interventi chirurgici meno invasivi. Questo si traduce in una minore morbilit\u00e0 e nella possibilit\u00e0 di preservare gli organi coinvolti&quot;. \u00a0&quot;A fare da apripista \u00e8 il melanoma &#8211; ricorda Ascierto &#8211; Per quello al terzo stadio, l&#039;immunoterapia neoadiuvante \u00e8 gi\u00e0 ora lo standard di cura. Studi clinici hanno dimostrato un notevole beneficio in termini di sopravvivenza libera da eventi (progressione tumorale o recidiva) rispetto all&#039;approccio adiuvante&quot;. Ma il modello potrebbe essere esteso ad altri tipi di cancro, prospettano gli oncologi. \u00a0Al convegno &#039;Innovate&#039; &#8211; riferiscono i promotori &#8211; si parler\u00e0 anche dei risultati rivoluzionari dell&#039;immunoterapia neoadiuvante in altre neoplasie, come nel tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc), il tipo pi\u00f9 comune di cancro polmonare. La combinazione di chemioterapia neoadiuvante e dell&#039;immunoterapico nivolumab ha gi\u00e0 ricevuto l&#039;approvazione delle agenzie regolatorie nei casi di Nsclc resecabile. Numerosi studi clinici hanno infatti evidenziato significativi miglioramenti nei tassi di risposta patologica completa (scomparsa del tumore e di sopravvivenza libera da progressione). Anche per alcune forme di tumore del colon-retto l&#039;immunoterapia neoadiuvante si sta rivelando molto promettente. Nello studio di fase 2 Niche-2, i pazienti con una forma di cancro localmente avanzata trattati con gli immunoterapici nivolumab e ipilimumab hanno mostrato una buona efficacia. Risultati recenti hanno rivelato un tasso di sopravvivenza libera da malattia del 100% a 3 anni, un dato senza precedenti. \u00a0Bene anche sul fronte del tumore al seno, in particolare quello triplo negativo, tra le forme pi\u00f9 aggressive: l&#039;aggiunta dell&#039;immunoterapico pembrolizumab alla chemioterapia neoadiuvante, seguita poi ancora da pembrolizumab dopo l&#039;intervento chirurgico, ha aumentato i tassi di risposta e la sopravvivenza globale a 5 anni, rispetto alla sola chemio. Infine, studi preliminari sul carcinoma uroteliale (vescica), che colpisce il tessuto che riveste le vie urinarie, hanno mostrato tassi di risposta incoraggianti con la sola somministrazione dell&#039;immunoterapia pre-intervento, specialmente in tumori pi\u00f9 piccoli.\u00a0&quot;Alla luce di cos\u00ec tante evidenze positive circa l&#039;immunoterapia neoadiuvante &#8211; conclude Ascierto &#8211; la ricerca si sta ora concentrando sulla comprensione dei biomarcatori che possono prevedere la risposta al trattamento pre-intervento. Questi includono caratteristiche legate alle cellule tumorali, al microambiente tumorale e all&#039;ospite. Inoltre, sono in fase di studio nuove combinazioni di immunoterapie con farmaci non immunoterapici, come gli anticorpi farmaco-coniugati e le terapie mirate&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Armare le difese naturali contro il cancro prima di rimuoverlo. 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