{"id":101672,"date":"2025-07-09T12:26:00","date_gmt":"2025-07-09T10:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=101672"},"modified":"2025-07-09T12:26:00","modified_gmt":"2025-07-09T10:26:00","slug":"in-italia-record-occupazione-ma-sotto-media-ocse-salari-calo-piu-forte-tra-principali-economie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=101672","title":{"rendered":"In Italia record occupazione ma sotto media Ocse. Salari, calo pi\u00f9 forte tra principali economie"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nonostante il rallentamento della crescita economica dalla fine del 2022, il mercato del lavoro italiano ha raggiunto livelli record di occupazione e minimi storici di disoccupazione e inattivit\u00e0. Lo rileva l&#039;Ocse nel Country focus del nuovo Outlook occupazione.\u00a0A maggio 2025, il tasso di disoccupazione in Italia \u00e8 salito al 6,5%, ovvero 0,1 punti percentuali in meno rispetto a maggio 2024 e 3,1 punti percentuali in meno rispetto a prima dell\u2019inizio della pandemia, sebbene rimanga al di sopra della media Ocse del 4,9%. L\u2019occupazione totale ha continuato ad aumentare nell\u2019ultimo anno, sebbene a un ritmo pi\u00f9 lento, con un incremento dell\u20191,7% su base annua a maggio 2025. La crescita \u00e8 stata trainata in particolare dalle persone oltre i 55 anni di et\u00e0. Tuttavia, il tasso di occupazione in Italia rimane significativamente inferiore alla media Ocse (62,9% rispetto al 70,4% nel primo trimestre del 2025). L\u2019inattivit\u00e0, in calo a maggio, \u00e8 a livelli storicamente bassi anche se ancora elevati rispetto ad altri Paesi dell\u2019Ocse.\u00a0L&#039;Ocse rileva che l\u2019Italia ha registrato il calo pi\u00f9 significativo dei salari reali tra tutte le principali economie dell\u2019Ocse. Nonostante un aumento relativamente consistente nell\u2019ultimo anno, all\u2019inizio del 2025 i salari reali erano ancora inferiori del 7,5% rispetto all\u2019inizio del 2021. Il rinnovo dei principali contratti collettivi nell\u2019ultimo anno ha portato ad aumenti salariali negoziati superiori al solito. Tuttavia, spiega l&#039;Ocse, questi non sono stati sufficienti a compensare completamente la perdita di potere d\u2019acquisto causata dall\u2019aumento dell\u2019inflazione. Inoltre, all\u2019inizio del primo trimestre del 2025, un dipendente su tre del settore privato era ancora coperto da un contratto collettivo scaduto. \u00a0Nel complesso, la crescita dei salari reali dovrebbe rimanere modesta nei prossimi due anni. I salari nominali (retribuzione per dipendente) in Italia dovrebbero aumentare del 2,6% nel 2025 e del 2,2% nel 2026. Questi aumenti sono significativamente inferiori rispetto alla maggior parte degli altri Paesi dell\u2019Ocse, ma dovrebbero garantire comunque ai lavoratori italiani modesti guadagni in termini reali, dato che l\u2019inflazione dovrebbe raggiungere il 2,2% nel 2025 e l\u20191,8% nel 2026.\u00a0Per l&#039;Ocse, se l\u2019Italia continuer\u00e0 ad aumentare la durata della vita lavorativa, non solo sbloccher\u00e0 risorse di manodopera, ma alleggerir\u00e0 anche l\u2019onere che grava sulle generazioni pi\u00f9 giovani, che devono affrontare le sfide economiche dell\u2019invecchiamento demografico mentre sperimentano un rallentamento della crescita del proprio reddito.\u00a0Le riforme pensionistiche devono essere accompagnate da sforzi volti a stimolare la domanda di manodopera e a garantire che i lavoratori rimangano occupabili per tutta la vita, anche nelle fasi finali della loro carriera. In molti Paesi, l\u2019et\u00e0 media di uscita dal mercato del lavoro rimane inferiore all\u2019et\u00e0 pensionabile. \u00c8 il caso dell\u2019Italia, dove il divario \u00e8 di 2 anni per le donne e di 1 anno per gli uomini, afferma l&#039;Ocse.\u00a0La possibilit\u00e0 di combinare il reddito da lavoro e quello da pensione pu\u00f2 facilitare un pensionamento graduale; tuttavia, la percentuale di lavoratori anziani che continuano a lavorare dopo aver ricevuto la pensione \u00e8 relativamente bassa nei Paesi dell\u2019Ocse per i quali sono disponibili dati. In Italia, solo il 9,9% dei lavoratori di et\u00e0 compresa tra i 50 e i 69 anni continua a lavorare quando riceve la pensione per la prima volta, rispetto a una media del 22,4% in altri 24 Paesi europei dell\u2019Ocse. \u00a0Tra il 2023 e il 2060, la popolazione in et\u00e0 lavorativa in Italia diminuir\u00e0 del 34%. Di conseguenza, il numero di anziani a carico per ogni persona in et\u00e0 lavorativa in Italia aumenter\u00e0 da 0,41 (cio\u00e8 un anziano a carico ogni 2,4 persone in et\u00e0 lavorativa) a 0,76 (cio\u00e8 un anziano a carico ogni 1,3 persone in et\u00e0 lavorativa). Inoltre, nello stesso periodo il rapporto tra occupati e popolazione totale diminuir\u00e0 di 5,1 punti percentuali. \u00a0Ipotizzando che la crescita annuale della produttivit\u00e0 del lavoro rimanga al livello del periodo 2006-2019 (0,31% in Italia), ci\u00f2 implica che il pil pro capite diminuir\u00e0 a un tasso annuo dello 0,67%, scrive l&#039;Ocse. Se la produttivit\u00e0 crescesse della met\u00e0 del tasso osservato nell\u2019Ocse negli anni \u201990 (circa l\u20191%), la crescita annuale del pil pro capite italiano potrebbe raggiungere un buon 1,34%. &quot;Tuttavia, questo obiettivo appare difficile per l\u2019Italia, date le performance degli ultimi decenni&quot;, si legge.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nonostante il rallentamento della crescita economica dalla fine del 2022, il mercato del lavoro italiano ha raggiunto livelli record di occupazione e minimi storici di disoccupazione e inattivit\u00e0. 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