{"id":10015,"date":"2024-04-09T18:35:16","date_gmt":"2024-04-09T16:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=10015"},"modified":"2024-04-09T18:35:16","modified_gmt":"2024-04-09T16:35:16","slug":"vaccini-gli-esperti-rafforzare-le-vaccinazioni-nei-pazienti-oncologici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=10015","title":{"rendered":"Vaccini, gli esperti: &#8220;Rafforzare le vaccinazioni nei pazienti oncologici&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Tra i principali problemi di salute pubblica in Italia vi sono i decessi provocati dai tumori, pari a poco meno di 500 persone al giorno, con oltre 1.400 diagnosi quotidiane. Ad aggravare questo quadro vi \u00e8 la poca consapevolezza degli strumenti preventivi a disposizione contro le malattie infettive. Per questo occorre una maggiore sensibilizzazione sulla disponibilit\u00e0 di protezione vaccinale contro infezioni come pneumococco, Herpes zoster (Hz), Rsv (virus respiratorio sinciziale), oltre che contro Covid e influenza. Ai pazienti fragili, pi\u00f9 esposti a queste infezioni e a una maggiore gravit\u00e0 della sintomatologia, si deve offrire l&#039;opportunit\u00e0 di ricevere le vaccinazioni in ospedale e sul territorio. Questi i messaggi emersi nell&#039;incontro scientifico-istituzionale che si \u00e8 tenuto oggi al ministero della Salute, &#039;La protezione vaccinale nei pazienti fragili e a rischio. Focus sui pazienti oncologici&#039;, organizzato da Aristea con il contributo non condizionante di Gsk.\u00a0L&#039;appello lanciato dalla comunit\u00e0 scientifica e dalle associazioni dei pazienti \u00e8 stato proprio volto a diffondere consapevolezza e &quot;accesso alle vaccinazioni tanto sul territorio quanto in ospedale&quot;, in linea con quanto gi\u00e0 prescritto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale che al quinto punto &#8211; ricorda una nota &#8211; promuove interventi vaccinali nei gruppi di popolazione ad alto rischio per patologia, favorendo un approccio centrato sulle esigenze del paziente. Secondo l&#039;Oms le vaccinazioni prevengono 2-3 milioni di morti l&#039;anno, ma molti decessi sono ancora causati da malattie infettive prevenibili con vaccinazione, soprattutto tra i pazienti immunocompromessi e con comorbosit\u00e0. Tra questi, i pazienti oncologici rappresentano una delle popolazioni a maggior rischio. \u00a0&quot;E&#039; necessario avvicinare il pi\u00f9 possibile le vaccinazioni ai pazienti fragili &#8211; sottolinea Roberta Siliquini, presidente Siti (Societ\u00e0 italiana d&#039;igiene, medicina preventiva e sanit\u00e0 pubblica) &#8211; Infatti, una malattia infettiva in pazienti immunocompromessi o con malattie croniche come le neoplasie potrebbe aggravare la situazione di base o, in alcuni casi, costringere a interrompere delle cure salvavita. E&#039; altres\u00ec necessario che i percorsi vaccinali privilegiati per questi pazienti siano correttamente organizzati, uguali su tutto il territorio nazionale e abbiano una governance sostenuta dai dipartimenti di prevenzione&quot;.\u00a0&quot;Una survey su oltre 500 pazienti condotta dall&#039;Aiom Associazione italiana di oncologia medica, ha rivelato che il 20% dei pazienti oncologici non ha mai discusso di vaccinazioni con il proprio specialista di riferimento e solo un paziente su 10 \u00e8 consapevole della raccomandazione della vaccinazione anti Herpes zoster &#8211; evidenzia Giuseppe Tonini, delegato Aiom &#8211; Inoltre, l&#039;80% dei pazienti non sa che la protezione vaccinale pu\u00f2 migliorare i risultati delle terapie antitumorali. Per questo la nostra societ\u00e0 scientifica ha lanciato una nuova campagna informativa, rivolta anche ai caregiver, che promuove la consapevolezza sull&#039;importanza dei vaccini, come quelli contro influenza, pneumococco, Sars-CoV-2, Herpes zoster, virus respiratorio sinciziale. Sono in procinto di essere pubblicate le Linee guida sulle vaccinazioni nei pazienti oncologici. Gli effetti di queste patologie possono essere particolarmente gravi: l&#039;Herpes zoster, ad esempio, nel paziente oncologico pu\u00f2 anche ritardare la cura della patologia di base; i soggetti fragili che contraggono l&#039;Rsv sono ad alto rischio di malattie gravi&quot;.\u00a0Le raccomandazioni a sostegno della prevenzione sono ulteriormente avvalorate dai pi\u00f9 recenti traguardi conquistati dalla ricerca scientifica, che ha reso disponibili nuovi vaccini per l&#039;Hz e l&#039;Rsv, offrendo cos\u00ec un&#039;opportunit\u00e0 importante per i pazienti oncologici. Il virus respiratorio sinciziale &#8211; riporta la nota &#8211; \u00e8 un virus ubiquitario, molto diffusivo, che attacca le alte vie respiratorie e successivamente, diffondendosi nel tratto respiratorio inferiore, pu\u00f2 provocare bronchiolite\/polmonite. E&#039; uno dei virus pi\u00f9 comuni nei bambini ed ora \u00e8 sempre pi\u00f9 riconosciuto come patogeno nella popolazione anziana e immunocompromessa. Nei Paesi industrializzati, negli adulti, provoca oltre 420mila ricoveri ogni anno e 29mila decessi. Finora non sono state disponibili terapie e vaccinazioni, ma \u00e8 da poco disponibile in Italia il primo vaccino per gli adulti, con straordinaria efficacia &#8211; si legge nella nota &#8211; nei soggetti con patologie concomitanti: nello studio cardine ha mostrato una riduzione del 94,1% della malattia grave da Rsv e un&#039;efficacia complessiva dell&#039;82,6%. \u00a0&quot;I soggetti fragili che contraggono l&#039;Rsv sono ad alto rischio di malattia grave a causa del declino dell&#039;immunit\u00e0 correlato all&#039;et\u00e0 e delle condizioni sottostanti &#8211; rimarca Roberto Parrella, presidente Simit (Societ\u00e0 italiana di malattie infettive e Tropicali) &#8211; Se infatti la maggior parte delle persone guarisce entro un paio di settimane, il virus pu\u00f2 determinare gravi espressioni di malattia nelle persone vulnerabili, in cui pu\u00f2 portare a esiti gravi come polmonite, ospedalizzazione e morte. In generale, chi ha patologie pregresse rischia un aggravamento delle proprie condizioni e va incontro a tassi di ospedalizzazione pi\u00f9 elevati. Infatti, negli adulti\/anziani Rsv determina un aumento di 3-5 volte dei tassi di ricovero rispetto ai soggetti pi\u00f9 giovani. Recenti studi americani rilevano come ogni anno ci siano da 60mila a 120mila ricoveri dovuti all&#039;Rsv, di cui circa 6-8mila decessi&quot;. In Europa &quot;vengono stimati almeno 33mila decessi Rsv-correlati nei pazienti ospedalizzati. Da questi dati si evince l&#039;importanza che pu\u00f2 rivestire uno strumento preventivo come il vaccino&quot;.\u00a0L&#039;Herpes zoster &#8211; \u00e8 stato riferito durante l&#039;incontro &#8211; ha un&#039;incidenza di circa 8 casi per mille abitanti per anno, ma aumenta con l&#039;et\u00e0, tanto che a 80 anni si ha il 50% di possibilit\u00e0 in pi\u00f9 di incorrere in questa patologia. E in coloro che sono affetti da neoplasie ematologiche, l&#039;incidenza \u00e8 di 31\/mille soggetti-anno. L&#039;Hz \u00e8 molto pericoloso per i pazienti fragili, perch\u00e9 peggiora spesso il controllo della malattia, ed ancora di pi\u00f9 per quelli immunocompromessi, in particolare coloro che sono affetti da patologie oncologiche o oncoematologiche. Il rischio di sviluppare nevralgia post-erpetica, infatti, nei pazienti con tumore ematologico varia tra il 6% e il 40%. Il cancro orale, esofageo, dello stomaco, colorettale, del polmone, del seno, delle ovaie, della prostata, del rene e della vescica sono associati ad un aumento della probabilit\u00e0 di sviluppare l&#039;infezione fra il 10-50%.\u00a0&quot;Il virus dell&#039;Herpes zoster \u00e8 presente in oltre il 90% della popolazione e il riattivarsi \u00e8 legato all&#039;immunodeficienza legata all&#039;et\u00e0 o alla malattia di base &#8211; ricorda Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit &#8211; Comporta una fastidiosa fase acuta e delle sequele, come la nevralgia post-erpetica, un dolore che colpisce la zona dove si \u00e8 manifestata l\u2019infezione e che pu\u00f2 persistere anche per mesi. La letteratura scientifica pi\u00f9 recente ha evidenziato anche complicanze cardio e cerebro-vascolari. La variet\u00e0 e la gravit\u00e0 di queste conseguenze ci inducono a raccomandare fortemente la vaccinazione, tanto pi\u00f9 che il nuovo vaccino ricombinante adiuvato, a differenza del precedente a virus attenuato, si pu\u00f2 somministrare anche nei soggetti immunocompromessi; inoltre ha dimostrato un rapporto rischio\/beneficio nettamente favorevole, oltre che una persistenza d&#039;effetto di 10 anni\u201d.\u00a0L&#039;incontro scientifico-istituzionale si \u00e8 aperto con i saluti istituzionali di Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del ministero della Salute. A seguire quattro tavole rotonde. Nella prima, &#039;L&#039;investimento nella prevenzione come tutela della salute e forma di risparmio pubblico&#039;, sono intervenuti tra gli altri i senatori Francesco Zaffini, Presidente X Commissione Affari sociali, sanit\u00e0, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato; Daniele Manca ed Elisa Pirro (V Commissione Bilancio, Senato); Luciano Ciocchetti (vicepresidente XII Commissione Affari sociali, Camera); Gian Antonio Girelli e Simona Loizzo (XII Commissione Affari sociali, Camera); Nicola Ottaviani, segretario V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera. \u00a0Nella sessione che ha messo a confronto i diversi modelli regionali sono intervenuti Guido Bertolaso, assessore alla Sanit\u00e0, Regione Lombardia; Luca Coletto, assessore alla Salute e politiche sociali, Regione Umbria; Claudio D&#039;Amario, direttore Dipartimento Sanit\u00e0, Regione Abruzzo; Roberto Ieraci, membro Gruppo di lavoro Strategie vaccinali, Regione Lazio. La tavola rotonda scientifica ha visto la partecipazione del direttore scientifico Simit, Massimo Andreoni; Andrea Mandelli, presidente Fofi; Roberto Parrella, presidente Simit; Alessandro Rossi, presidente Simg; Carlo Signorelli, presidente Nitag; Roberta Siliquini, presidente Siti; Giuseppe Tonini, delegato Aiom. \u00a0La parte delle associazioni dei pazienti ha coinvolto Adriana Bonifacino, presidente Fondazione IncontraDonna; Stefano Giordani, direttore scientifico Associazione Onconauti; Anna Maria Mancuso, presidente Salute Donna; Marcella Marletta, Comitato esecutivo Favo; Giuseppe Tonini, coordinatore Comitato scientifico nazionale Lilt.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Tra i principali problemi di salute pubblica in Italia vi sono i decessi provocati dai tumori, pari a poco meno di 500 persone al giorno, con oltre 1.400 diagnosi quotidiane. 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